00 28/04/2008 23:04
io qualcosa ne so
ma per una tesi universitaria ci vuole ben altro...
Comunque, su tutti i veicoli elettrici a cc l'eccitazione è sempre in serie, poichè così la caratteristica forza / velocità tende all'iperbole. (tuttavia sono stati fatti esperimenti sull'eccitazione compound, cioè serie + indipendente, questo su alcuni locomotori FS 424)
Per la regolazione della velocità, prima dell'avvento dell'elettronica c'era poco da fare: la corrente continua non si può regolare. E allora si suddivideva la potenza installata su più motori (due per i tram più semplici, fino ad arrivare a dodici nei potenti locomotori 656).
Collegando i motori in serie, in serie-parallelo ed infine in parallelo si poteva alimentare ciascun motore con una frazione della tensione di linea.
Una regolazione più fine invece la si otteneva riducendo il campo di eccitazione, senza però esagerare. Questo però generalmente non si adottava sui tram urbani, data la limitata velocità (circa 15-20 km/h con i due motori in serie e max 30-40 in parallelo).
Il reostato non serviva assolutamente per regolare la velocità, ma solo per limitare la corrente in fase di avviamento.
Il discorso comunque è lungo, si possono tracciare grafici, scivere formule... Però, appena lo trovo, ti posso allegare qualche schema, come ad esempio quello della vettura del 1926 appena restaurata a Roma, che è un'ottima base di partenza per la sua semplicità e la sua completezza (possiede anche la frenatura elettrica)