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Indicazione linea su vetture
A questo punto, giova fare un breve "excursus" sul modo di indicare sulle vetture tranviarie la linea servita, in modo il più possibile visibile chiaramente dai passeggeri alle fermate.
Sino agli anni 20 - 30, era in uso la "veletta" o "cartiglio"; tabellone di metallo posto sul tetto, su entrambe le estremità; concordava, come colori, con la tabella laterale prima ricordata;
di notte, era illuminata da un faretto puntatole contro.
Da fine anni 20, si diffuse gradatamente il sistema tipicamente torinese dei "duomi": due lunette semisferiche, poste sul tetto alle due estremità, che mostravano dalla parte piatta, vetrata, il numero di linea. Tale numero, all'inizio stampato, venne in seguito realizzato con una fila di lampadine. Lateralmente, sul tetto, due tabelle tonde che richiamavano i colori già ricordati.
Da fine anni 50, pur mantenendo i duomi, vi vennero installati gli indicatori a "palette Solari", dal nome del costruttore, che permettevano un agevole cambio di numero con l'apposita chiavetta. Due altri indicatori a palette Solari erano installati sulle fiancate.
Col "restyling" degli anni 70 e 80 (con la famigerata ridipintura in giallo), mantenendo gli indicatori a palette Solari, i duomi vennero incorporati nella carrozzeria; dai precedenti numeri neri su fondo bianco, si passò al bianco su fondo nero.
I moderni indicatori elettronici sono arrivati, sui tram torinesi, solo con la serie più recente dei "Cityway", impiegati sulle linee 4 e,sporadicamente, 10.