Tranvie intercomunali

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Censin49
00Monday, May 9, 2011 8:55 PM
Il capolinea della filovia venne ricavato aprendo un sottopasso sulla sinistra del palazzo (i filobus invertivano la marcia, arrivando dalla periferia, con un anello formato da via Principi d'Acaja, via Piffetti, via Matteucci); di fianco, gli uffici aziendali.
Attualmente, con l'arretramento del capolinea del 36 in periferia dopo la costruzione della metropolitana, tale sottopasso è del tutto inutilizzato; rimangono gli uffici aziendali del GTT.
Censin49
00Monday, May 9, 2011 9:01 PM
Quello illustrato, purtroppo, è uno dei tanti scempi architettonici perpetrati in Torino negli anni 50 e 60 (un altro molto triste fu l'abbattimento del bel monastero del Cenacolo, circondato da splendido parco di alberi secolari, all'angolo tra corso Vittorio e corso Massimo d'Azeglio, per innalzare il brutto palazzone attuale, visibile in mie foto postate su "binari e ricordi"); veri e propri crimini urbanistici, per i quali nessuno ha pagato!
Censin49
00Tuesday, May 10, 2011 8:18 PM
Ricordi del CTREA (Consorzio Torino - Rivoli)
Troppo "giovane" per poter avere un ricordo tangibile della tranvia di Rivoli, ho invece un ricordo molto vivo della successiva filovia; nel 1969, lavorando per diverso tempo a Grugliasco, dovetti servirmi di quella linea.
Il capolinea, come detto, era sotto il "palazzaccio" all'inizio di corso Francia; le fermate in Torino coincidevano con le stazioni dell'attuale metropolitana: piazza Bernini, corso Racconigi, piazza Rivoli, corso Monte Cucco/Monte Grappa, Pozzo Strada (dinanzi all'allora stabilimento Tonolli), piazza Massaua, corso Marche, borgata Paradiso (ove si diramava la linea per Collegno) prima del cavalcavia; dopo il cavalcavia, alla fermata di Regina Margherita, mentre la linea per Rivoli proseguiva in linea retta, si svoltava a sinistra su viale Gramsci verso il centro di Grugliasco, attraversato il quale per via Rivalta si raggiungeva corso Allamano, che, svoltando a sinistra, si seguiva fino all'incrocio con strada Gerbido (passando così davanti allo stabilimento Bertone); svoltando a sinistra su questa strada e via La Salle, si tornava nel centro di Grugliasco, di dove si riprendeva la strada fatta all'andata; il percorso in Grugliasco era quindi circolare, in modo da servire il più possibile i tanti stabilimenti della zona industriale.
I filobus erano simili a quelli articolati ATM, con una porta in più riservata agli abbonati subito all'inizio, a fianco del guidatore; differivano per la coloritura, rosso-avorio anzichè quella biverde dei mezzi ATM; anche la divisa del personale CTREA (guidatori e bigliettai) era diversa da quella ATM: color grigio ferro, anzichè il classico blu del personale ATM. I bigliettai CTREA, con posto fisso come quelli ATM, erano dotati dell'emettitrice Almex per rilasciare i biglietti per le diverse tratte.
Censin49
00Wednesday, May 11, 2011 8:08 PM
A quando il metrò fino a Cascine Vica?
Parlando dei collegamenti tra Torino e Rivoli, viene naturale pensare a quello che non può che essere il successore naturale della ferrotramvia e della filovia: la metropolitana, prolungata lungo tutto corso Francia almeno fino a Cascine Vica, come già programmato (ma perchè non arrivare fino a Rivoli centro, all'attuale capolinea del 36?).
Fino a un paio di anni fa, sembrava cosa fatta il prolungamento a Cascine Vica; poi, le solite ristrettezze di bilancio hanno finito per mandarla in soffitta, rimandata a tempo indeterminato.
Certo è che la metropolitana, limitata a Fermi come attualmente, rimane una cosa monca. Il tempo impiegato col 36 da Paradiso (la stazione del metro attualmente di scambio col 36) a Rivoli, tra traffico, semafori (che, al solito, non privilegiano, anzi penalizzano i mezzi pubblici), ingorghi vari, supera quasi quello richiesto dal metro da Fermi a Lingotto! Al limite, se il problema è il costo dello scavo di tunnel e stazioni lungo corso Francia, perchè non spostarsi verso Nord fuori delle costruzioni, tra prati e campi, e realizzare il metro su viadotto, come fatto in tutti i VAL francesi nelle zone periferiche? Oltre a costi assai ridotti, non si penalizzerebbe corso Francia, col suo traffico e i suoi commerci!
Censin49
00Thursday, June 2, 2011 8:52 PM
Il tram sul ponte di Chivasso


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Censin49
00Thursday, June 2, 2011 9:01 PM
L'immagine d'epoca (prima metà del '900) di cui sopra ritrae il ponte sul Po a Chivasso al passaggio di un convoglio tranviario della Torino - Chivasso.
Come detto in altra discussione (andata persa), la tranvia Torino - Gassino - Chivasso fu tra le prime ad essere soppresse, già nel 1949.
I pali di sostegno della linea aerea vennero riciclati come appoggio per un cavo elettrico o telefonico, e rimasero in opera fino al crollo del ponte per la piena del fiume del novembre 1994 (il ponte, per la verità, aveva già subito danni notevoli per eventi bellici nella seconda guerra mondiale; riparato alla bell'e meglio nel 1946, collassò definitivamente per la disastrosa piena del 1994). Dopo il crollo, sulle macerie erano ancora visibili i pali. Il ponte, ricostruito nel 1999 a tre sole grandi arcate, non reca più palificate di alcun genere.
Censin49
00Thursday, June 2, 2011 9:20 PM
Tranvie intercomunali in città
Rispondendo a quesiti posti tempo fa; dagli anni 20, a seguito di una riorganizzazione dei capilinea tranviari intercomunali in Torino e degli itinerari cittadini delle stesse, venne prescritto che le stesse nei tratti cittadini condividessero, per quanto possibile, i binari con i tram urbani. Unica eccezione la linea per Rivoli, che, pur essendo classificata come tranvia dalla sua elettrificazione nel 1915, essendo nata come ferrovia economica mantenne sempre connotati un po' "ferroviari" (una guida Paravia del 1938 in mio possesso, sulle piantine di Torino la segna con la linea nera continua delle ferrovie, anzichè quella blu zigrinata delle tranvie intercomunali).
Per quanto riguarda la linea per Saluzzo, a scartamento ridotto, nei tratti in comune con la linea urbana 7 in via Madama Cristina e via Genova utilizzava gli stessi binari, attrezzati con tre rotaie anzichè due, e in qualche tratto con quattro rotaie. Dal dopoguerra fino alla chiusura nel 1950, peraltro, il capolinea cittadino era stato spostato da piazza Nizza allo scalo merci e deposito di via Genova ang. corso Spezia, e non aveva più tratti in comune coi tram urbani.
Censin49
00Friday, June 3, 2011 8:11 PM
Capolinea di piazza Nizza della Torino - Saluzzo


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Censin49
00Friday, June 3, 2011 8:21 PM
Vediamo nella foto una motrice della Torino - Saluzzo al capolinea di piazza Nizza (di fianco all'attuale accesso alla stazione "Nizza" della metropolitana), mentre probabilmente sta manovrando per agganciare un rimorchio visibile sullo sfondo, accingendosi alla partenza: infatti, sul fronte è visibile il cartello con l'indicazione "SALUZZO".
Non vi sono organi di presa corrente sul tetto! Infatti, la Torino - Saluzzo non venne mai elettrificata con linea aerea e impianti fissi, per tutta una serie di motivi; nel 1928, però, le vecchie locomotive a vapore vennero sostituite da queste motrici elettriche ad accumulatori, con impianti di ricarica a Torino (scalo merci di corso Spezia), Saluzzo e Carmagnola. Nel dopoguerra, vi furono varie ipotesi di ammodernamento, con elettrificazione; ma infine, la linea andò incontro al destino di tutte le intercomunali: nella primavera del 1950, l'ultimo convoglio proveniente da Saluzzo entrò nel capolinea di corso Spezia... e tutto finì.
Censin49
00Friday, June 3, 2011 8:28 PM
Le Tranvie Occidentali alla Reggia di Venaria


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Censin49
00Friday, June 3, 2011 8:44 PM
Le Tranvie Occidentali
Nelle foto, vediamo due convogli delle Tranvie Occidentali ferme al capolinea, facilmente riconoscibile, della Reggia di Venaria.
Le Tranvie Occidentali erano una rete nata, come le altre tranvie intercomunali, a fine 800, ovviamente a vapore, elettrificata nel 1931. Dal capolinea torinese di Porta Palazzo, raggiungevano Lucento, di dove si staccava la linea per Venaria, mentre le altre due linee proseguivano lungo la strada di Pianezza raggiungendo una il paese omonimo, l'altra diramandosi verso Nord raggiungeva Druento.
Anche per queste linee, nel dopoguerra arrivò la fine. Il servizio si dimostrò sempre più inadeguato al traffico, di fatto a carattere suburbano, penalizzato dall'handicap del binario unico da Lucento in poi, con alcuni punti di incrocio, del tutto insufficiente. La società privata che gestiva la linea (Soc. STEP), finanziariamente era in forte difficoltà, prossima al dissesto, quindi impossibilitata a operare qualunque miglioria. Nel 1951, per garantire ai tre comuni della cintura torinese un collegamento indispensabile col capoluogo, l'ATM subentrò alla società privata, gestendo "provvisoriamente" il servizio con autobus di tipo urbano. Come sempre accade in Italia, nulla è più definitivo del provvisorio! Nel 1954, con l'incorporamento della STEP nella comunale SATTI, il materiale rotabile passò alla linea di Orbassano - Giaveno, mentre l'ATM sancì il definitivo passaggio al bus delle linee. Fino a metà degli anni 60, rimanevano reperti della linea (spezzoni di binari, pali) lungo la strada di Pianezza, scomparsi poi con l'allargamento della strada.
Censin49
00Friday, June 3, 2011 9:02 PM
All'inizio di questo secolo, con il restauro accurato della Reggia di Venaria, diventata una delle principali attrazioni turistiche di Torino e dintorni, era stata ventilata l'ipotesi di un nuovo collegamento tranviario con la Reggia, prolungando la diramazione da corso Toscana verso l'ex Stadio delle Alpi (di fatto ormai priva di qualunque utilità) in direzione Nord. La considerazione che la maggior parte dei visitatori forestieri della Reggia è costituita da comitive organizzate che giungono in autopullman a noleggio ha però fatto propendere verso un miglioramento dei soliti collegamenti su gomma, con un raccordo alla vicina tangenziale e maxiparcheggio nelle vicinanze della Reggia. Anche l'ipotesi di un bus navetta da e per il capolinea di Fermi della metropolitana è rapidamente sfumata. L'unico mezzo pubblico per raggiungere rapidamente la Reggia rimane il bus GTT blu turistico da corso Stati Uniti.
Censin49
00Friday, June 3, 2011 9:14 PM
Altrove le ferrovie stradali resistono!
Mentre in Italia l'idea di mezzi su rotaia lungo le strade, appena un po' lunghi, suscita opposizioni e proteste ("vogliono far passare un treno in corso Vittorio!" era lo slogan terrificante che circolava quando, a inizio anni 80, vi era il progetto della linea 1 di metropolitana leggera, poi sfumato), guardate un po' cosa succede nella patria dell'automobile, gli Stati Uniti!
[YOUTUBE]http://www.youtube.com/watch?v=[/YOUTUBE]
Immaginereste mai un treno simile sulle nostre strade?
Censin49
00Saturday, June 4, 2011 8:06 PM
Ancora la Torino - Saluzzo


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Censin49
00Saturday, June 4, 2011 8:13 PM
Nella foto sopra vediamo un convoglio tranviario della Torino - Saluzzo in arrivo da Saluzzo allo scalo torinese di corso Spezia negli ultimi anni di apertura della tranvia (fine anni 40).
Si notano, sotto la motrice, le batterie di accumulatori al piombo che consentivano alla stessa di muoversi; l'handicap di queste motrici era appunto il notevole peso delle batterie, che limitava notevolmente velocità e prestazioni (la velocità, peraltro, come in tutte le tranvie su strada, era limitata: 20 km in aperta campagna, 12 km nei centri abitati).
Lo scalo merci, dal 1945 capolinea anche per i convogli passeggeri, era nell'isolato tra corso Spezia, via Genova e via Ventimiglia; dopo la soppressione della linea vi sorsero un complesso di case popolari (sul lato verso via Genova) ed un campo sportivo di una squadra locale (tra corso Spezia e via Ventimiglia).
Censin49
00Saturday, June 4, 2011 8:17 PM


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Censin49
00Saturday, June 4, 2011 8:19 PM
Le due foto sopra furono scattate al capolinea di piazza Nizza al momento dell'inaugurazione del servizio con le motrici ad accumulatori, nel 1930. Notare, accanto alle autorità ed al personale della tranvia, la folla di curiosi.
Censin49
00Saturday, June 4, 2011 8:42 PM
Doveva essere una vera rete ferroviaria!
L'adozione dello scartamento ridotto (1100 mm) per la linea di Saluzzo, si spiega col fatto che rientrava nel progetto, redatto negli anni 70 dell'800, di una vera e propria rete ferroviaria di strade ferrate secondarie in sede propria a scartamento ridotto (sul modello, per intenderci, della Circumvesuviana napoletana, o delle Calabro-Lucane, o delle Ferrovie della Sardegna) che, con "hub" a Saluzzo, doveva coprire buona parte della pianura di Cuneo, con puntate nelle vallate alpine (Po,Varaita, Maira, Stura di Demonte), con un ramo verso il capoluogo regionale, per risollevare l'economia di una zona fortemente depressa, tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazioni stradali e ferroviarie, insomma, il Mezzogiorno del Piemonte. Al momento della realizzazione pratica, sorsero però difficoltà sia per l'esproprio dei terreni, con forti opposizioni dei proprietari (un po' come ora per la TAV) sia per la penetrazione nei centri urbani interessati, in particolare in Torino. Si ripiegò quindi sulla realizzazione di una rete tranviaria, che, occupando parte delle sedi stradali già esistenti, esimeva sia da espropri di terreni, sia da difficoltà di penetrazione cittadina. Per maggior speditezza nella realizzazione, si "recuperò" in parte il progetto ferroviario, per quanto riguardava carrozze e carri merci, mantenendo lo scartamento ridotto.
Censin49
00Sunday, June 5, 2011 8:42 PM
La stazione "centrale" di Saluzzo


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Censin49
00Sunday, June 5, 2011 8:51 PM
Vediamo nelle due immagini d'epoca sopra riportate la stazione tranviaria di Saluzzo, cuore e perno di tutta la rete (ospitava anche la direzione aziendale e l'officina di riparazione), che rispecchia l'impostazione "ferroviaria" del progetto iniziale, come detto.
Era questa l'origine di tutte le linee: per Torino (con diramazione a Carignano per Carmagnola), per Cuneo (con diramazione a Costigliole Saluzzo per Venasca in Val Varaita), per Pinerolo, per Paesana in valle Po. Altre due linee in partenza da Cuneo, per Caraglio - Dronero e per Borgo San Dalmazzo - Demonte in Valle Stura, completavano l'estesa rete tranviaria della "Provincia Granda".
Di essa, non rimane attualmente più nulla (la stazione di Saluzzo venne abbattuta, l'area edificata), salvo qualche insegna di "Osteria della Tranvia" o "Trattoria del Tranvai" a ricordare ancora dove passava, sulla strada dinanzi al locale, il "trenino".
Censin49
00Tuesday, June 7, 2011 8:24 PM
Il tram sul ponte di strada Settimo


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Censin49
00Tuesday, June 7, 2011 8:40 PM
Nella foto sopra vediamo un convoglio tranviario della linea di Settimo mentre percorre il ponte sulla Stura di strada Settimo (Amedeo VIII, restaurato lo scorso anno).
Tale linea nacque, come le altre tranvie intercomunali, a fine 800; negli anni 20 del secolo scorso venne elettrificata (600 V, come la rete tranviaria urbana); nel 1928 venne realizzata, dalla frazione Barca, una diramazione che avrebbe dovuto raggiungere San Mauro per la strada omonima, ma (principalmente per motivi di stabilità del ponte sul Po di San Mauro) si fermò ai confini comunali di Torino, in frazione Bertolla (nota un tempo come il "borgo dei lavandai" per l'attività prevalente dei suoi abitanti, quando le lavatrici domestiche erano ancora da inventare). Tale diramazione venne servita da una navetta di tipo urbano a due assi, in coincidenza con le corse tra Torino e Settimo, e poi anche da corse dirette da Torino.
Il capolinea, inizialmente a Porta Palazzo, nel 1938 venne spostato nella nuova stazione tranviaria di via Fiochetto; i convogli uscivano da Torino percorrendo corso Regio Parco, sui binari in comune con la linea urbana 12 fino al Cimitero poi su unico binario fino a piazza Sofia e strada Settimo.
Tale linea, più che intercomunale era da considerarsi suburbana, come corse e frequentazione; per questo motivo, nel 1954 venne ceduta dalla SATTI (che l'aveva rilevata anteguerra dal privato che la gestiva) all'ATM, che, ritenendo il collegamento tranviario superato e poco efficiente, si affrettò a sostituirlo con autobus.
Chiusa la tranvia, la stazione di via Fiochetto venne riconvertita in autostazione, come è attualmente.
Censin49
00Tuesday, June 7, 2011 8:42 PM
Vediamo qui un'altra immagine del ponte, con il binario tranviario bene in vista


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Censin49
00Tuesday, June 7, 2011 8:45 PM
e un convoglio tranviario in transito al bivio strada Settimo - strada San Mauro


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00Tuesday, June 7, 2011 8:54 PM


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una veduta ravvicinata di un convoglio
Censin49
00Tuesday, June 7, 2011 8:56 PM


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Qui la navetta per Bertolla al bivio della Barca, in procinto di imboccare strada San Mauro
Censin49
00Tuesday, June 7, 2011 8:59 PM


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qui vediamo un "raddoppio d'incrocio" in zona Barca.
Censin49
00Wednesday, June 8, 2011 8:15 PM
il 18 a Bertolla?
Una decina di anni fa, si era parlato di riportare il tram a Bertolla, considerato che quella che un tempo era una borgata rurale di lavandai e ortolani (entrambi sfruttavano l'acqua dei numerosi canali derivati dalla Stura e dal Po) è ora stata discretamente urbanizzata, con complessi anche di case popolari (Via Vittime di Bologna, via Torre Pellice); si parlava di prolungare il 18 dall'attuale capolinea di piazza Sofia oltre la Stura sino alla borgata. Nel frattempo, il 18 è stato passato alla gestione con bus per i lavori del metro su via Nizza; nè per ora si parla di ritornare alla gestione tranviaria, anche se i lavori sono terminati e il metro è in funzione da tre mesi!Vedremo....
Santo_Padre
00Sunday, August 7, 2011 4:34 PM
ma si ce ne sarebbero di tranvie da rifare per svuotare le strade dal traffico!!!! To-Leinì To-Gassino To-Settimo T. ... ma tutti protesterebbero... e poi come facciamo ad andare più velocemente in coda a Torino? Come facciamo a lasciare in garage il suv nuovo? Scherziamo???? NOI vogliamo stare in coda ai semafori, incazzarci per il casino e indignarci per l'inquinamento.... prodotto dalle scorregge delle vacche ovvio mica dai beneamati scappamenti...
evviva il tram
00Sunday, August 7, 2011 6:24 PM
Se l'automobilista capisse (forse si rifiuta di comprendere) che fa il gioco dei petrolieri che si arricchiscono sulle nostre spalle(lascerebbe l'auto in garage, la sposterebbe solamente quando deve viaggiare, o magari per muoversi in città durante la notte). In Italia si arriva al paradosso di usare la vettura anche per andare a farsi i capelli, o magari, per comprare le sigarette che avvelenano come i gas di scarico. E intanto, i Signori della benzina guadagnano sulla nostra pelle. Ha parlato bene Grillo, gliele ha proprio cantate! E poi, i nostri amministratori condizionano il t.p.l. allo tsunami delle auto (invece di essere l'inverso).
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