Le linee dei frontali aerodinamici in Italia

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August1
00Sunday, June 4, 2006 11:36 PM
Nota inviata al sottoscritto dal Professor Andrea Cozzolino: meritava una discussione a parte.

(...) sulle relazioni intercorrenti tra le "Littorine" genovesi e le "Meridionali" napoletane. In realtà, come ricorda anche Condolo nel volume sui tram torinesi, le linee aerodinamiche dei frontali tranviari importate in Italia nella seconda metà degli anni '30 (e che in realtà a Torino arriveranno all'inizio del decennio successivo) sono di "ispirazione" statunitense, e prevedono la sostituzione del restringimento graduale della cassa con un disegno a trapezio rovesciato compreso tra due triangoli rettangoli aventi per ipotenuse i lati obliqui del detto trapezio. E tale impostazione si rende ancor più palese nei vetri laterali e centrale del parabrezza. A questo disegno di massima aderiscono per prime le vetture a carrelli della rete bolognese (accompagnate anche da alcune "2 assi" ricostruite) e poi le TAS romane che però hanno un retro affatto diverso, che si manterrà inalterato - a distanza di anni - anche nelle PCC della serie '8000'. Le 'Littorine' genovesi, essendo al pari delle motrici bolognesi tram bidirezionali, ripropongono necessariamente il disegno aerodinamico su due frontali, rendendo effettivamente le loro linee eleganti e al tempo stesso funzionali. Anzi: rispetto alle bolognesi presentano una sagoma complessiva più filante, che è resa ancor più gradevole dall'eliminazione pressoché completa di spigoli. Ma interessante - dal punto di vista "nostro" - è il passaggio successivo: le '900' genovesi vengono costruite dall'Ansaldo, che - l'ho letto da qualche parte, ma non ricordo dove - 'passa' il loro disegno alle Officine S.Giorgio di Pistoia (Azienda IRI con Azienda IRI), che lo utilizza per la ricostruzione dei tram di Firenze a due assi, introducendo il particolare non secondario delle velette ripiegate in avanti e - soprattutto - conservando la linea aerodinamica della cassa metallica anche nel retro in un tram unidirezionale!
Ora, se ricordiamo che nel dopoguerra - creato il gruppo EFIM - Officine S.Giorgio ed IMM stanno per diventare AERFER-Pistoiesi, si capisce più che bene donde derivi la somiglianza tra 'Littorine' e 'Meridionali'....Allego anche un'immagine della 1158 fiorentina che - benché realizzata dalla SACFEM di Arezzo - risulta (secondo i dati di Cefaratti ed anche ad un esame obbiettivo) ricostruita secondo il disegno "San Giorgio" e quindi con il retro aerodinamico.
Saluti cordialissimi
ANDREA COZZOLINO

Nelle foto che seguono, la 1158 ATAF (archivio ATAF), la 967 UITE (foto Hesse), la 1004 ANM (Foto Cracco) e la 7079 ATAC (foto Amori)










[Modificato da August1 04/06/2006 23.39]

August1
00Sunday, June 4, 2006 11:51 PM
piccola postilla
Va da sé che anche le vetture tranviarie triestine 429÷448, peraltro solo in parte bidirezionali, entrano nel discorso della 'nuova' forma dei tram degli anni '30. Non a caso sono Stanga e del 1938, quindi coetanee delle TAS di Roma.
(foto Archivio Stanga)

[Modificato da August1 04/06/2006 23.52]

Augusto1
00Monday, June 5, 2006 10:31 PM
Riporto un approfondimento di Andrea Cozzolino
Consultando il caro amico Giuseppe Di Lorenzo, che sapevo avere il libro di Gassani sui tram genovesi, dall'altro 'riesumando' un volume acquistato anni fa sul trasporto pubblico a Genova, a proposito delle "Littorine" gli Autori si dilungano nel ricordare dapprima il contributo decisivo dell'allora Direttore dell'UITE Barbieri nel disegnare il tram tutto genovese partendo dalle vetture Stanga di Bologna, poi indicando con estrema chiarezza che molti tram non vennero costruiti "in casa", ma affidati a molte Case costruttrici "esterne", tra cui - come appare dall'immagine allegata - c'era certamente la Breda. Non solo: viene altresì ricordato che fu la stessa Breda ad occuparsi del trasferimento a Belgrado delle vetture 984÷989, provvedendo in cambio a costruire le articolate 1101÷1104, realizzate sì sul progetto delle articolate Stanga, ma "disegnate" come le "Littorine". A questo punto, se si considera che Breda ed OFM->IMM erano non solo legate dalla comune appartenenza al gruppo IRI, ma da significativi interessi societari, si può addirittura supporre che il disegno genovese, rielaborato dalla Breda con il 'nuovo' particolare della veletta inclinata, sia stato ceduto indipendentemente alle Officine San Giorgio e alla IMM. Resta comunque il fatto che - cronologicamente - le vetture fiorentine ricostruite a due assi precedono le "Meridionali" (e di parecchio), conquistando il primato temporale in fatto di monodirezionali doppiamente aerodinamiche.
ANDREA COZZOLINO
August1
00Monday, June 5, 2006 10:37 PM
dimenticavo la bella immagine allegata...
alessandro(1976)
00Saturday, January 24, 2015 10:14 AM
e per contro i musi con doppio parabrezza come le vetture milanesi,le tallero cagliaritane e le urbinati(tra cui la napoletana)che storia industriale hanno avuto?
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