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Tranvie interurbane, o quel che ne resta

Last Update: 7/5/2019 5:33 PM
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4/29/2019 10:25 PM
 
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apprendista tranviere
Ciao avendo letto una pubblicazione sulla stie tranviaria avrei la curiosità sulla motrice 41. È coetanea delle Reggio Emilia ,quindi il suo equipaggiamento elettrico è il timone tibb oppure presenta l'avviamento automatico come sulle vetture precedenti? E perché l' atmosfera per l' extraurbano usava il vivere al posto del marrone come da disposizioni vigenti all'epoca?
AAA cercasi modelle/i per progetto pittoricoL'isola nuda27 pt.8/23/2019 2:53 PM by azzuraluna
indovina la cittàIpercaforum24 pt.8/23/2019 6:30 PM by rufusexc
Simona Arrigoni (7 Gold - Milano+)TELEGIORNALISTE FANS FORU...22 pt.8/23/2019 10:35 AM by alcibiade73
4/29/2019 10:26 PM
 
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apprendista tranviere
Volevo dire perché l' atm usava il biverde al posto del marrone
5/2/2019 10:40 AM
 
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maestro tranviere
ma che T9 tieni? scommetto che se digiti castano-isabella quello ti scrive isabella di castiglia.......😄
5/5/2019 10:55 PM
 
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maestro tranviere
Vecchio Articolo di Stampa sulla Storia della Tranvia "Milano-Gallarate", e un Libro che ne Racconta la Storia (5-5-2019).
Buonasera a Tutti.
@a.lividini, approposito della STIE, ho un vecchio articolo di giornale (non ricordo se è La Repubblica, o altro), scritto da Mario Santagostini del 1 Febbraio 1994, molto interessante che si intitola:

"I Nonni del Metrò Leggero"

Nel marzo del 1880 la Provincia di Milano accordò alla Società Belga dei Tramways e Ferrovie economiche (società a capitale straniero, segnatamente Belga e Inglese) l'appalto per la costruzione di una linea tranviaria che da Milano doveva portare a Gallarate.
Dopo meno di sei mesi (sei mesi!) era pronto il primo tratto fino a Legnano, e il 14 Aprile 1881 la linea era terminata.
L'elettrificazione sarebbe stata completata nel 1927.
Il cittadino poteva, partendo dalla centralissima Via Cusani, arrivare in tre ore a Gallarate e da lì proseguire con il treno per Luino, Como...
Oppure (dai primi anni Trenta) continuare in tram fino a Cassano Magnago o a Lonate Pozzolo.
Nel 1933 il capolinea viene "arretrato" tra Via Prina e Via Procaccini.
Consultando un'orario del "37", si può notare che il viaggio durava meno di due ore.
Queste e altre cose sono raccontate in La Linea Tranviaria Milano-Gallarate di Alessandro Albè, Guido Boreani, Giampiero Dall'Olio in un libro edito da Calosci (in margine: questo editore di Cortona ha in catalogo trentotto libri dedicati a linee ferroviarie principali e secondarie, treni, autobus, filobus..).
Il libro va segnalato perchè contiene, oltre a dati tecnici e storici, schemi, tavole, cartine, 171 fotografie riproducenti l'itinerario della linea e i paesi allora attraversati: Legnano, Castellanza, Busto Arsizio... alcune foto sono d'epoca come quella con i venditori ambulanti al capolinea nel 1890.
Nella maggioranza si tratta di instantanee più recenti, spesso anonime: la vita resta fissata in una immediatezza assoluta e casuale: in un'immagine degli anni Trenta c'è Pero: tra le rotaie cresce l'erba.
Magliette canottiere bretelle dei passanti fanno intendere che è estate: la gente si raggruppa per la fotografia.
Sulla strada asfaltata non si vedono macchine:l'aria è un pò pesante, da paesone lombardo sotto il caldo.
Forse l'immagine più inquietante è quella del deposito di Cassano Magnago in aperta campagna.
Ricorda una poesia di Luciano Erba: Ritorna a volte il sogno in cui mi avviene/di manovrare un tram senza rotaie/tra campi di patate e fichi verdi...Qui tutto è illusione: siamo nel 1941, anno di guerra, e quello che sembra un filare di pioppi è in realtà-dice la nota-una falsa siepe mimetica messa lì per confondere eventuali aerei incursori,
La tinta dei tram ha subito, nel tempo, variazioni. L'ultima mano di colore fu data nel 1962: le vetture divennero bianche e rossastre.
Tinte destinate a durare poco.
Le Tranvie della Provincia di Milano erano soppresse, gradualmente.
La Penultima fotografia fa vedere un capotreno anziano con il giaccone di pelle: tira la leva dello scambio a molla e sembra euforico, sorridente nonostante lo sforzo.
E' la sera del 18 Gennaio 1966: il giorno dopo la linea Milano-Gallarate sparirà per sempre.
L'ultima immagine è quella d'un modellino di tram in scala, soltanto.

Aggiunge "Pertegheta", che la Tranvia STIE, era l'unica Linea Tranviaria Privata/In Concessione non acquisita nel 1939 dall'ATM, che aveva assorbito tutte le altre compagnie, con rete, vetture, e personale.
Purtroppo il progetto di ricostruzione e modernizzazione della Linea all'inizio degli anni Sessanta fù bocciato dall'ANAS (e mai decisione fù peggiore), e quindi la tratta ancora in esercizio tra Legnano, e Milano, venne dismessa.
Per assurdo ogni tanto anche nel XXI° Secolo salta fuori qualche soggetto Istituzionale che per farsi pubblicità, favoleggia di una Linea di Trasporto Pubblico su Ferro (MetroTranvia), o un Filobus, sull'asse del Sempione (o tra Legnano e Castellanza), che è assolutamente intasato dal traffico, e con i bus a passo d'uomo, e scarsamente quindi efficenti.
Progetti concreti in tal senso purtroppo nessuno, e quindi una MetroTranvia sull'asse del Sempione (anche con vari tratti in sotterranea), modernissima ad esempio da Rho-Fiera M1, a Legnano-Castellanza, resta purtroppo solo una chimera.
Per quanto riguarda la vecchia Tranvia "Milano-Gallarate", con le sue diramazioni ci sono delle belle foto su Internet (Skyscrapercity Milano Sparita; o Storia dei Trasporti), anche a colori.
Saluti a Tutti.




[Edited by Pertegheta 5/5/2019 11:34 PM]
5/6/2019 1:12 AM
 
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tranviere junior
Per a.lividini
Anche se era coetanea della Reggio Emilia, si tratta di un veicolo completamente diverso (se e' per quello, sono molte le motrici coetanee delle Reggio Emilia, a partire dalle "28" urbane...). Intanto, la Reggio Emilia era una motrice bitensione destinata a essere utilizzata in modo ottimale sia a 600V nella rete urbana che a 1200V sulle linee dell'Adda (oltre Crescenzago, quando queste linee percorrevano via Padova, e da piazza Sire Raul in poi quando vennero deviate in via Palmanova) e per questo era dotata di un pantografo posto al centro dell'imperiale e i motori erano avvolti per entrambe le tensioni, mentre la #41 STIE era una motrice che operava in modo ottimale solo alla tensione di 750V, che era la tensione utilizzata dalla rete STIE: c'era il sezionamento in via Gallarate, appena superato piazzale Accursio, mentre da piazzale Accursio fino al capolinea di corso Sempione/via Prina le motrici STIE erano alimentate a 600V, e siccome non possedevano l'equipaggiamento bitensione delle Reggio Emilia, le motrici STIE operavano a tensione ridotta. Inoltre, al momento dell'entrata in servizio, nel 1928, le Reggio Emilia, insieme ai locomotori Costamasnaga e OM, erano le motrici piu' potenti in Italia, con 420HP complessivi di potenza, cosa che la #41 STIE non aveva. Infine, il controller della #41 era una semplice manovella, simile (ma non uguale) a quella delle 28, delle 600, o delle Desio, e non il timone in uso sulle Reggio Emilia e sui locomotori Costamasnaga/OM, proprio perche' mancante dell'equipaggiamento bitensione.
Quanto alla colorazione, le motrici STIE dall'elettrificazione (1914) fino alla fine degli anni 30 erano bianche, come lo era anche il materiale rotabile della Edison interurbana prima e della STEL poi. Alla fine degli anni 30 la STIE passo' al castano/isabella, per poi utilizzare il biancorosso dalla seconda meta' degli anni 50 fino alla dismissione del servizio tranviario. L'ATM, invece, in quanto municipalizzata, gia' dal 1929 aveva dovuto utilizzare il biverde ministeriale, obbligatorio per tutti i mezzi comunali a seguito di un apposito decreto legge. Con l'acquisizione delle linee STEL (Atto Rivolta, 1939) anche il materiale rotabile interurbano dovette essere riverniciato di biverde, con una differenza schematica solo sul frontale, dove il verde veronese descriveva una specie di scudo, mentre le vetture urbane erano verniciate uniformemente in verde veronese dai finestrini in su e in verde vagone dai finestrini in giu'. Vi furono altre modifiche ai mezzi dopo l'acquisizione da parte dell'ATM, come l'abbassamento dei finestrini frontali e l'incassamento sia della veletta di destinazione che delle luci di posizione, ma visto che quasi contestualmente al passaggio vi fu l'inizio delle ostilita' della Seconda Guerra Mondiale (10/6/1940) molte di queste modifiche vennero completate nel dopoguerra. Essendo invece la STIE privata, le venne concesso di verniciare i propri mezzi come credeva. Ecco qui una foto di un convoglio STIE negli ultimi anni del servizio al capolinea di corso Sempione (foto di Umberto Garbagnati).
5/6/2019 6:13 PM
 
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maestro tranviere
Un Breve Filmato con Tante Fotografie D'Epoca, di Legnano Quando Passava il Tram "Milano-Gallarate" (6-5-2019).
Buonasera a Tutti.
Navigando in rete ho visto questo breve filmato sui Tram della linea "Milano-Gallarate", con molte foto d'epoca nel tratto di Legnano.
Dura pochi minuti, ma è sempre interessante da vedere.

www.youtube.com/watch?v=TaBzJjX2M7Y

E' del 28-29 Giugno 2014, e si riferisce alla rievocazione del Tram, che passava dentro Legnano, ripercorrendone i punti salienti dove passavano le vetture (incluso uno dei depositi, proprio dove poi venne costruito l'ospedale, oggi ulteriormente spostato in altra località ).
Saluti a Tutti.
5/6/2019 8:34 PM
 
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tranviere junior
Tornando alle tranvie ATM, ecco un convoglio trainato da una Stanga 130-139 al capolinea di Carate Brianza, negli anni 60. Sullo sfondo, una Desio 44-49. Dall'Archivio Citterio.

5/6/2019 8:36 PM
 
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tranviere junior
Sempre dall'Archivio Citterio, un convoglio diretto a Monza sulla Carate-Monza, a fine anni 40/primi anni 50. La motrice di testa e' una Breda 60-69.
5/6/2019 8:39 PM
 
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tranviere junior
Inaugurazione della trazione elettrica sulla Monza-Carate nel 1932, con un convoglio trainato da una motrice OM 93-96. Da notare che venne prima inaugurata la trazione elettrica sulla Monza-Carate che non sul tratto finale della Milano-Seregno-Carate, con cui la Monza-Carate condivideva il capolinea.
5/6/2019 8:43 PM
 
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tranviere junior
Qui una motrice Stanga 130-139 a Carate Brianza in servizio sulla Monza-Carate, come di deduce dal contrassegno di linea (la croce di Sant'Andrea nel finestrino sulla sinistra del manetta era in uso per il Vimercate, per la Monza-Carate, e per il Limbiate, su cui lo si trova tutt'ora; la Milano-Carate, la Milano-Monza, e la Milano-Gorgonzola-Vaprio/Cassano avevano invece un contrassegno a bande verticali giallorosse). Molto probabilmente, questa motrice effettuava una delle corse mattinali o serali Carate-Milano via Monza o viceversa. Infine, queste motrici, dopo decenni di onorato servizio principalmente sulla Milano-Monza, divennero l'elemento centrale dei bloccati serie 800.
5/6/2019 8:44 PM
 
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tranviere junior
Un Vimercate-Milano al traino di un locomotore OM 106-109 alla fermata "Baja", alla fine degli anni 40.
5/6/2019 8:45 PM
 
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tranviere junior
Stesso luogo, qualche anno dopo e in direzione opposta: convoglio diretto a Vimercate al traino di una Reggio Emilia.
5/6/2019 8:47 PM
 
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tranviere junior
Convoglio per Monza in partenza da piazza IV Novembre nell'estate 1966, al traino della motrice OEFT 120 del 1937. Siamo negli ultimi mesi di servizio della Milano-Monza, che verra' soppressa nell'ottobre di quell'anno. Il binario di capolinea della foto verra' utilizzato dal 2 (Staz. Centrale-Bignami) tra il giugno 1970 e l'inizio dei lavori M3.
5/6/2019 8:49 PM
 
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tranviere junior
Una motrice Breda 110-115 in servizio di morbida di rientro a Milano in piazza IV Novembre, anni 60. Il capolinea della Milano-Monza venne spostato in piazza IV Novembre nel 1958 per permettere i lavori M1 in corso Buenos Aires e viale Monza.
5/8/2019 9:14 PM
 
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apprendista tranviere
O grazie a perteghetta e yid26. Il libro menzionato l avrò letto migliaia di volte e da qui le mie curiosità. La 41 quindi ebbe un avviatore non automatico a manovella. Il discorso dei colori prende spunto dalla normativa per cui gli urbani fossero biverdi ,gli interurbani marroni oppure bianco blu. Solo a Milano e qualche tranvia singola furono verdi al posto del marrone e mi chiedevo il perché. Comunque grazie per le risposte.!!!
5/10/2019 2:21 AM
 
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tranviere junior
Attenzione, la normativa del 1929 imponeva il solo biverde ministeriale (niente marrone o biancoblu) per tutti i mezzi di proprieta' municipale, fossero questi urbani o interurbani, mentre la livrea dei taxi doveva essere verde vagone in basso e nero in alto. La ragione di questa scelta era quella di avere reti di trasporti municipali di colorazione omogenea, cosi' che il viaggiatore che si fosse trovato in un'altra citta' avrebbe saputo riconoscere immediatamente i mezzi municipali. Il regime fascista non vedeva di buon occhio le reti di trasporto privato e voleva accentrare il controllo non solo delle ferrovie ma anche quello del TPL. Il biverde ministeriale, poi, rimase in uso ben oltre la caduta del fascismo - rimase la livrea dei mezzi pubblici fino ai primi anni 70 (agli interurbani fu concesso di cambiare livrea nei primi anni 60) in tutte le citta' d'Italia che avessero un servizio di trasporti municipale. Vi sono foto a colori dei tram di Roma, Torino, Napoli, Cagliari, Bologna, e Trieste che portavano la livrea verde vagone/verde veronese, con i colori spesso divisi da una fascia adesiva recante i colori della citta' (bianco e rosso a Milano e giallorosso a Roma, per esempio). Gli interurbani seguivano questa normativa: visto che dal 1939 le linee ex STEL divennero ATM, anche questi mezzi dovettero essere riverniciati in biverde. I mezzi appartenenti a societa' private erano esenti da questa normativa: ecco perche' fino al 1939 i mezzi della STEL erano bianchi, cosi' come lo erano quelli della STEB (Tranvia Monza-Meda-Cantu'), e quelli della STIE nell'anteguerra. Lo stesso avvenne altrove. Man mano che la municipalizzazione procedeva, il numero di reti che divenivano biverdi cresceva. Ad esempio, le linee a vapore Monza-Trezzo-Bergamo e Milano-Magenta-Castano Primo, una volta inglobate nelle linee ATM dovettero anch'esse essere verniciate biverde. Oppure e' il caso dei filobus di Como, che, al contrario della rete tranviaria, erano di proprieta' municipale, e quindi portanti la livrea biverde. Quindi, se ti capita di trovare vecchie foto di mezzi interurbani marroni o biancoblu (o di qualsivoglia altro colore che non fosse il biverde ministeriale) significa semplicemente che quelle reti erano ancora private (totalmente private o parzialmente a partecipazione governativa) in concessione e non municipali.
[Edited by Yid26 5/10/2019 2:22 AM]
5/11/2019 3:16 PM
 
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tranviere veterano
Però a Torino le tranvie intercomunali recarono sempre colorazioni diverse da quelle dei mezzi urbani, anche dopo il D.M. del 1929; per le elettrificazioni degli anni 30 andò di moda il bianco latte con filetto blu; nel dopoguerra, tutti i mezzi su rotaia intercomunali torinesi vennero riverniciati in castano-isabella per adeguarsi ai mezzi ferroviari di allora; così rimasero fino alla loro soppressione e sostituzione con autocorriere (l'ultima linea chiuse i battenti nel 1958).
5/12/2019 11:00 AM
 
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apprendista tranviere
Quindi in realtà all epoca il colore identificava più il tipo di concessione amministrativa che il tipo di servizio. Grazie per le info, ero rimasto all arancio per la urbano,il blu per interurbano e rosso per lo statale a memoria di scuola guida, anche se ormai dovrebbe essere decaduta tale norma
5/12/2019 2:12 PM
 
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tranviere junior
Per Censin49: come detto, l'obbligo del biverde ministeriale sussisteva solo per le reti di trasporto la cui societa' esercente era di proprieta' municipale, come lo sono l'ATM di Milano o l'ATM di Torino, l'ATAC di Roma, o l'ATAN di Napoli, tutte reti che al tempo della normativa utilizzavano la livrea biverde. Da notare poi che la l'obbligo della livrea biverde venne sostituito nei primi anni 70 dall'obbligo della livrea arancione ministeriale, obbligo decaduto negli anni 90 ma ancora in uso su moltissime reti italiane. Le tranvie intercomunali torinesi, al contrario di quanto accadde con le tranvie interurbane milanesi dal 1939 in poi (eccezion fatta per la STIE), erano tutte a capitale privato e nessuna di queste era gestita dall'ATM, tranne il tronco Torino-Stupinigi che pero' veniva esercito con le vetture urbane (linea 41), e quindi biverdi. Ecco perche' le livree erano di colori diversi. Il nome fuorviante di queste tranvie ("intercomunali") era l'equivalente di "interurbane" delle linee di Milano, ma non presupponeva alcuna partecipazione azionaria da parte del Comune di Torino (o di nessun altro comune, se e' per quello) nelle rispettive societa' di gestione. Il bianco, poi, era molto popolare nell'anteguerra, non solo a Torino ma anche a Milano (la Edison dal 1914 al 1919, la STEL dal 1919 al 1939, la STEB dal 1912 al 1951, la STIE dal 1914 al 1935 circa), a Genova, e a Cagliari (linee urbane e interurbane). Bisogna, poi, aggiungere che le clausole di molte concessioni delle tranvie intercomunali di Torino categorizzavano la linea come ferroviaria per varie ragioni, dalle caratteristiche prettamente ferroviarie (sede privata, maggiore velocita', fabbricati viaggiatori lungo la linea, etc.), al voler lasciare aperta la porta per una futura ferroviarizzazione, fino agli interscambi merci con le FS (il traffico merci rimase sempre una priorita', in alcuni casi l'unica ragione di esistenza della linea), per non dire delle sovvenzioni statali. Non deve quindi sorprendere che linee come la Torino-Rivoli avessero la stessa livrea di altre ferrovie concesse in altre parti d'Italia, come, ad esempio, le Ferrovie Nord Milano, che ebbero il castano isabella dagli anni 30 alla fine degli anni 50, quando passarono a un marrone in tinta unita, mantenuto fino ai primi anni 90.
Per saperne di piu':
Storia delle Tranvie Intercomunali di Torino
5/12/2019 2:38 PM
 
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tranviere junior
Per a.lividini: si', il biverde ministeriale serviva per indicare l'esercente, piuttosto che l'esercizio. C'erano comunque delle differenze: a Milano la livrea delle linee interurbane descriveva uno scudo frontale verde veronese, in luogo del verde vagone uniformemente applicato alla parte inferiore della cassa come per le vetture urbane. Per spiegarmi meglio, ecco una foto dei primi anni 90 all'uscita dal Deposito Messina. Si nota immediatamente la differenza tra il disegno della livrea della "Reggio Emilia" 87 e quella della "28" 1847.
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