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FERRARA

Last Update: 4/11/2012 5:33 PM
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tranviere senior
Spendo qualche parola sui tram della città di Ferrara, che conosco abbastanza bene per motivi di studio.
Dotata di una linea di tram a cavalli a scartamento di 1445 mm collegante la stazione FS con il centro, l'elettrificazione arrivò intorno al 1913 assieme alla modifica dello scartamento a 1000 mm e all'espansione della rete.
Nella splendida città estense, i tram elettrici ebbero però vita breve: dagli Anni '10 agli Anni '30.

Nonostante la città abbia una dimensione relativamente limitata (ad oggi 19.000 abitanti entro la cinta muraria, ancora esistente), Ferrara arrivò ad avere una rete di BEN CINQUE LINEE, tutte a scartamento metrico ed elettrificate a 600 V cc.
Il cuore della rete era la piazza situata tra il Duomo, dalla superba facciata romanico-gotica, e il Palazzo Municipale: qui avevano capolinea quattro linee su cinque.
Si trattava delle seguenti linee:

per la Stazione FS (lungo corso Porta Reno, piazza Savonarola, piazza Castello, viale Cavour, Porta Po);

per Porta Mare (lungo corso Porta Reno, corso Giovecca, via Montebello, corso Porta Mare);

per Borgo San Giorgio (lungo corso Porta Reno, via Carlo Mayr, via Porta San Pietro, via XX settembre, via Porta Romana, ponte sul Volano);

per Borgo San Luca (lungo corso Porta Reno, Porta Paola, via Bologna, strada San Luca).

A Borgo San Luca c'era il deposito-officina con la centrale termoelettrica e la sottostazione di conversione.
La quarta linea, nonostante si sviluppasse tutta dentro il Comune di Ferrara, era considerata extraurbana dal punto di vista burocratico ed amministrativo; partiva dall'attuale piazza della Repubblica per transitare su piazza Castello, viale Cavour, Porta Po, l'attuale viale Po (col sottopasso della radice nord della stazione FS, sottopasso ancora esistente ed usato da auto, bici e pedoni), SS per Pontelagoscuro, fino alla frazione stessa di Pontelagoscuro, situata sulla riva destra del ramo principale del Po.

Le vetture utilizzate, tutte a due assi, erano della MAN tedesca (forse questo é il motivo della scelta dello scartamento metrico per la rete); le motrici e le rimorchiate urbane erano a tre finestrini laterali, mentre le "extraurbane" di Pontelagoscuro differivano solo per avere quattro finestrini.
Di origine tedesca era pure la presa di corrente, ad archetto a lira.
Esteticamente, ricordavano un pò le vetture di Pisa, peraltro Siemens ed a scartamento normale; c'erano pure dei rimorchi a giardiniera.

Dopo alcuni anni di servizio, il capolinea delle quattro linee urbane venne spostato in piazza Savonarola, dove venne realizzato un triangolo attorno alla statua del famoso frate predicatore ferrarese, in modo tale da liberare il transito lungo l'asse di corso Porta Reno.

I tram passavano sotto due fornici della via coperta collegante il Castello estense al Palazzo Municipale, sotto gli ambienti che un tempo ospitarono i "Camerini di alabastro" realizzati da Antonio Lombardo per Alfonso d'Este, ma anche sotto il fornice della Torre dell'orologio, a pochi metri dalla facciata della Cattedrale.

Altra modifica di percorso, attuata negli Anni '20, fu lo spostamento del binario della linea di Porta Mare da via Montebello alla parallela via Palestro, per toccare anche piazza Ariostea, dove ogni maggio si tengono le corse del Palio più antico del mondo.

Purtroppo, la città era troppo piccola e il traffico troppo scarso per garantire la sopravvivenza a tanto ben di Dio tranviario: la prima linea a essere soppressa fu quella di Borgo San Luca (i cui impianti rimasero perché di collegamento col deposito e la SSE), mentre le rimanenti tre linee urbane vennero soppresse intorno al 1935, dopo che il gerarca fascista ferrarese Italo Balbo decise di portare nella sua città il mezzo di trasporto che il regime sosteneva ovunque: il filobus.

Rimnase la linea di Pontelagoscuro, fino al 1938 circa, molto trafficata al mattino e alla sera perché serviva alcuni grossi impianti industriali (antesignani dell'attuale petrolchimico); alcuni progetti per la sostituzione con filobus furono approntati, ma poco dopo la guerra spazzava via questa idea, assieme a tante vite umane.

Nel dopoguerra il filobus riprese a circolare sulle due linee d'anteguerra, per poi essere soppresso definitivamente nel 1975.

Ancora oggi a Ferrara si trovano facilmente, soprattutto presso alcune tabaccherie di corso Martiri della Libertà, cartoline raffiguranti i simpatici tranvetti a due assi per le vie della città estense.

Daniele
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