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Tranvie intercomunali

Last Update: 12/28/2012 8:52 PM
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11/18/2012 1:21 PM
 
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tranviere senior
be ma a milano le interurbane sono considerate come dei sopravvisuti..2 linee a fronte della raggera di una bici,tante erano.e sono state potate delle loro antenne in anni recenti tanto che hanno rischiato molto con l'avanzamento della metro gialla.certo emanano un fascino unico in italia
11/25/2012 12:30 PM
 
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apprendista tranviere
@ censin :Guarda questo post --> www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=97648447&postcount=6969
Poi fruga nel tuo PC(memoria...) se hai notizie dei binari richiamati nel post.
Io ipotizzo che potessero essere binari della ferrovia di rivoli...con scrtamento ridotto ,ma non se ne parla di scali o raccordi di questa, in p Statuto ,da nessuna parte.
Bb

Leonardo mi fa girar le b....e ,20 minuti per riuscire a finire questo post....
[Edited by BUBU56 11/25/2012 12:44 PM]
11/25/2012 8:29 PM
 
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tranviere veterano
@BUBU56 - Potrebbe essere! In effetti, la stazione di testa stile medioevale venne inaugurata alla fine dell'800, arretrando rispetto al precedente capolinea del 1871, che pare si inoltrasse nella piazza. D'altra parte, nella foto si vedono già i tram urbani elettrificati e non più a cavalli, e sappiamo che l'elettrificazione avvenne tra il 1898 e il 1900,per cui l'immagine appartiene senza dubbio al secolo XX. Può darsi che uno spezzone di binario sia rimasto nella piazza anche dopo la costruzione della stazione.
[Edited by Censin49 11/26/2012 7:57 PM]
11/26/2012 11:44 AM
 
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apprendista tranviere
@ Censin : Proprio cosi' Antonio63(ha un bel PC...anche lui mi pare che ...il libro richiamato ha il suo zampino....dovreste parlarvi se gia' non lo conosci---- visti i giri sui tram vecchi rottami gia fatti)... ha inviato una piantina con alcune spiegazioni su quei binari nel post poco successivo a quello linkato--> www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=68129eed0e7075d80c5d56352d91acf1&t=364547&...
Scusa il disturbo ,e grazie dell'immancabile interessamento.
BB
[Edited by BUBU56 11/26/2012 11:47 AM]
11/26/2012 5:40 PM
 
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@BUBU56 - Uno sguardo al volume di A. Accattatis sui tram torinesi (un po' la Bibbia per chi vuol conoscerne la storia) è bastato per averne la certezza! Il capolinea iniziale del trenino a scartamento ridotto, così come nato nel 1871, era all'inizio di piazza Statuto, all'angolo di via Manzoni; dove poi, vent'anni dopo, sorse la stazione, vi era solo la rimessa: la planimetria allegata non lascia dubbi



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La foto seguente, ripresa quando già era stata costruita la stazione di testa, mostra un binario che ancora, dalla stazione, si inoltra verso la piazza (sulla destra nella foto)



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è probabile che il binario verso la piazza sia rimasto fino alla trasformazione della linea a scartamento normale e successiva elettrificazione, alla vigilia della Grande Guerra, quando si colse l'occasione per una risistemazione generale
[Edited by Censin49 11/26/2012 5:47 PM]
11/26/2012 8:05 PM
 
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tranviere veterano
La storia di piazza Statuto
A costo di andare un po' fuori tema, vorrei qui brevemente riassumere la storia della piazza Statuto, molto particolare: infatti, non era nata come piazza, ma come complesso di edifici, con grande corte interna, destinati a ospitare, riuniti, tutti i ministeri del neonato Regno d'Italia; il progetto era di una società inglese, e questo spiega una certa aria "british" degli edifici, specie per quanto riguarda la coloritura, e la costruzione era iniziata nel 1863. Quando venne terminato, all'inizio degli anni 70 dell'800, i ministeri, assieme a corte e parlamento, avevano ormai lasciato le sponde del Po per quelle del Tevere; gli edifici vennero allora convertiti a civile abitazione, negozi e uffici vari, e la corte interna divenne una pubblica piazza, appunto piazza Statuto. Va rilevato che, nella nuova capitale, si abbandonò definitivamente il progetto di riunire in un unico complesso tutti i ministeri; tuttora, le sedi ministeriali sono sparse un po' per tutta Roma.
L'elemento che più caratterizza la piazza, il monumento al Frejus, venne invece inaugurato nel 1879; nella foto seguente vediamo la cerimonia dell'inaugurazione



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A causa dell'affollamento dei partecipanti, non si vede, sul fondo della piazza rispetto alla foto, il binario del treno di Rivoli; in primo piano si vedono invece i binari tranviari delle linee urbane, ovviamente a cavalli, che allora transitavano o facevano capolinea nella piazza: la linea del Martinetto (piazza Castello - barriera Martinetto)e la linea di Porta Susa (piazza Statuto - piazza Vittorio).
[Edited by Censin49 11/26/2012 8:17 PM]
11/27/2012 3:16 PM
 
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Quei "dannati" fumi delle locomotive.
Da un altro prezioso libro, quello di Bocca - Governato sulle tranvie intercomunali torinesi, risulta che nel 1871, per la ferrovia di Rivoli, in piazza Statuto fosse stata costruita una vera e propria stazioncina con due binari e una tettoia! Venne smantellata nel 1896, subito dopo la costruzione della stazione monumentale.
A noi oggi fare arrivare un treno in piena piazza Statuto può sembrare un'assurdità, ma bisogna tener conto della situazione di 140 anni fa: la piazza era appena stata edificata, in quella che allora era l'estrema periferia cittadina; oltre il ponte sulla ferrovia per Milano, era campagna! Lungo lo stradale di Francia esistevano solo le tenute agricole di nobili e ricchi borghesi (di cui oggi è rimasta solo la Tesoriera, per la residenza padronale); unico agglomerato rurale il borgo di San Donato, lungo l'attuale via omonima, e più oltre il borgo del Martinetto, dalle officine che sfruttavano la forza motrice dei canali ivi esistenti ("Martinet" è il nome piemontese del maglio). Avventurarsi oltre la piazza, in zone poco o nulla illuminate, nelle ore serali o notturne poteva anche essere pericoloso per le possibili aggressioni (nell'800 la situazione dell'ordine pubblico e della sicurezza personale era tutt'altro che idilliaca!). Allora l'ubicazione del capolinea ferroviario era più che logica.
Nel tempo, però, dovette iniziarsi a provare fastidio e disagio per questo mezzo di trasporto, in particolare per le locomotive; benchè i capitolati di concessione delle tranvie e ferrovie urbane raccomandassero di usare carbone di ottima qualità, a basso tenore di zolfo e scarsa emissione di fumo, il fumo emesso era comunque notevole, specie alla partenza dei convogli e ancor più nella fase di accensione delle caldaie. Del resto, anche in piazza Castello erano continue le lamentele per i fumi delle locomotive tranviarie della Belga delle linee di Moncalieri e Gassino, di cui si lagnavano in particolare gli impiegati della Prefettura, proprio sopra il capolinea, come si vede dalla foto d'epoca



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Questo motivo deve aver consigliato, per la ferrovia rivolese, lo spostamento del capolinea oltre la piazza, accanto alla rimessa già esistente, con la costruzione della grande stazione; la costruzione segnò anche l'inizio dell'urbanizzazione di tutta la zona circostante del Cit Turin, nello stile architettonico dominante dell'epoca, il liberty, tanto che tuttora è chiamato "quartiere liberty" (così definito anche nelle indicazioni esistenti presso l'attuale stazione della metro di Principi d'Acaja).
11/28/2012 5:29 PM
 
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Un treno per i villeggianti
Sembrerà strano, ma la costruzione della linea di Rivoli è strettamente legata alla...villeggiatura. Sin dalla prima metà dell'800, infatti, la cittadina era meta del soggiorno estivo di molti esponenti della borghesia torinese, attirati dalla posizione, degradante sul colle, e dalla salubrità dell'aria. La stagione della villeggiatura, allora, durava tutto il periodo estivo, per cui i villeggianti avevano necessità di mantenere i contatti con Torino e le loro attività. Il tragitto in carrozza o in omnibus lungo la strada di Francia richiedeva però anche un paio di ore, per cui già all'inizio degli anni 50 si sperava in un collegamento celere grazie alla ferrovia Torino - Susa (primo tratto della futura linea del Frejus); venne però la doccia fredda: la linea ferroviaria, inaugurata nel 1854, per ragioni altimetriche legate alla presenza della collina morenica, da Collegno puntava direttamente su Alpignano e Rosta, lasciando fuori Rivoli. I rivolesi e i villeggianti pensarono allora ad una soluzione alternativa: un'ippovia o ferrovia a cavalli, ideata nel 1868, non ebbe seguito; nel 1870 Giovanni Colli (cui è tuttora dedicata una via torinese, proprio nelle vicinanze dell'ex stazione) intraprese infine la costruzione di una "ferrovia economica", cioè a scartamento ridotto e con sede ricavata dalla sede stradale della strada di Francia o al suo fianco, con protezione e divisioni dal sedime stradale (a differenza delle tranvie, che invece correvano su o a fianco delle strade prive di protezioni); i lavori, portati avanti celermente, si conclusero con l'inaugurazione il 17/9/1871. Lo scartamento era di 900 mm, per cui le vetture erano di piccole dimensioni e non particolarmente capienti, però la ferrovia ebbe immediato successo tra i villeggianti, come vediamo nelle seguenti immagini d'epoca (fine 800) riprese alla stazione di Rivoli



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Al movimento dei villeggianti, seguì poi l'impianto lungo la strada di Francia di numerose industrie, ad iniziare dal cotonificio Leumann, che sfruttavano proprio la presenza della ferrovia per garantire i collegamenti indispensabili; ciononostante, le vicende economiche e finanziarie della linea furono quanto mai travagliate, con vari passaggi di proprietà; nel 1909 l'allora proprietario , una finanziaria torinese, era sull'orlo del fallimento. Anche le condizioni della ferrovia lasciavano ormai a desiderare, soprattutto le industrie dislocate lungo il suo percorso sentivano la necessità di un collegamento a scartamento normale di 1435 mm, che garantisse l'allacciamento alla rete ferroviaria. Si costituì allora il consorzio CTREA tra i comuni di Torino, Rivoli, Grugliasco e Collegno (quelli interessati dalla linea) e la Provincia di Torino, che ne rilevò la proprietà e intraprese la trasformazione in " ferrotranvia", cioè tranvia con in parte caratteristiche ferroviarie come protezioni e passaggi a livello (forse sull'esempio delle "interurban railways" diffusesi oltre Atlantico) a scartamento ordinario e trazione elettrica a 1200 V cc, con interconnessione a Collegno alla rete Fs; il tutto inaugurato il 19/11/1914.
La ferrotranvia restò in funzione fino al 1955, quando il servizio viaggiatori venne sostituito da filobus, sempre gestiti dal CTREA; l'anno successivo, dovuto all'allargamento del corso Francia a due corsie, cessò anche il servizio merci, tra le proteste delle aziende raccordate, che si vedevano private dei collegamenti ferroviari. si veda in proposito anche la discussione relativa in "Filobus".
[Edited by Censin49 11/30/2012 8:23 PM]
11/28/2012 5:37 PM
 
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Orari e tariffe
Sempre dall'opera di Mario Bocca e Mario Governato, propongo gli orari e le tariffe della linea nel 1908 (l'ultimo anno della ferrovia)



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i prezzi sono ovviamente in lire (e centesimi) di allora.
I tempi di percorrenza erano nel complesso più che buoni; a momenti si impiega oggi più tempo, grazie al traffico, ai semafori e alle code, dalla stazione Paradiso della metro a Rivoli col bus 36! ( e meno male che sul resto di corso Francia c'è la metro).
[Edited by Censin49 11/28/2012 5:40 PM]
11/28/2012 8:21 PM
 
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tranviere veterano
Così anche per la tranvia di Moncalieri
Pure la villeggiatura è in parte all'origine di una tramvia intercomunale, quella per Moncalieri; altra cittadina che, per la sua posizione e la salubrità del clima, era nell'800 assai frequentata in estate, anche dalla corte sabauda che vi risiedeva nel grande castello in cima (purtroppo andato in parte distrutto in un incendio nel 2008); la località era stata collegata nel 1845 a Torino dalla prima ferrovia dello stato sabaudo, ma il collegamento era ritenuto insufficiente, richiedendosene uno anche nella parte precollinare tra Torino e Moncalieri, che servisse anche, almeno in avvicinamento, il paese di Cavoretto, nonchè le varie borgate lungo lo stradale: Borghetto, Pilonetto, Fioccardo, Bocciadoro. Fu per questo che nel 1874 la società Belga prolungò la precedente linea urbana a cavalli da piazza Castello alla Barriera di Piacenza (il casello daziario tuttora esistente, come sezione dei VV.UU., lungo corso Moncalieri tra il ponte di corso Vittorio e il ponte Isabella) fino a Moncalieri, con modifica della trazione a vapore; la linea venne poi prolungata prima a Trofarello e poi fino a Poirino. Elettrificata a 600 V fino a Trofarello nel 1904, rimase in funzione fino al 1949, quando venne sostituita dalla autocorriere.
12/5/2012 8:47 PM
 
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@censin49--Riguardo alla tranvia intercomunale di Rivoli volevo sapere se l'interconnessione con la ferrovia FS a Collegno((forse regolata da semafori) avveniva dove ora esiste il cavalcavia ma come era la viabilità quando esso non esisteva?(tra strada urbana,ferrovia FS e quella per Rivoli...)immagino la presenza di un passaggio a livello o solo un normale ponte...ma quando è stato costruito?
[Edited by tramlinea5 12/5/2012 8:52 PM]
12/5/2012 9:16 PM
 
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@tramlinea5 - Ahimè, non so rispondere a questa domanda! Personalmente, la ferrotranvia di Rivoli non ho avuto il piacere di conoscerla: è cessata nel 1956, quando avevo 7 anni, abitavo, e abito tuttora, da parte opposta della città, verso Barriera di Nizza; questa zona, prima dell'avvento della nuova rete nel 1982, non aveva collegamenti diretti con la zona di corso Francia (salvo il filobus 54 poi 34, che lo tagliava appena in piazza Rivoli), collegamenti arrivati solo nel 1982 con la linea 1, ora metropolitana. Quando frequentai i servizi CTREA per lavoro (lavoravo a Grugliasco, nel 1969) c'era già il filobus rosso-crema; potrebbe forse rispondere chi conosce da lungo tempo la zona di Regina Margherita, dove tuttora esiste la rimessa ora del GTT, da cui probabilmente si diramava il collegamento con le FS.
12/6/2012 2:09 PM
 
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Raccordo
Il raccordo con la ferrovia si avviava dal deposito Regina Margherita di Collegno (indicato in blu nell'immagine sotto) e percorreva l'attuale via Risorgimento, guarda caso dal tracciato curvilineo (indicata in rosso)

Ciao
Antonio
[Edited by Antonio63 12/6/2012 2:14 PM]
12/6/2012 5:15 PM
 
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@Antonio63 - All'incirca è il tracciato che avevo ipotizzato, quello segnato in rosso sulla piantina ricavata dal TuttoCittà delle Pagine Gialle



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Evidentemente, la via Risorgimento è nata dopo la chiusura della linea, sul precedente raccordo ferroviario.
[Edited by Censin49 12/6/2012 5:16 PM]
12/6/2012 8:38 PM
 
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Volevo ancora ricordare che nella rimessa ex CTREA di Regina Margherita, nel capannone, sono ancora presenti spezzoni di binari, su cui il GTT ricovera le vetture tranviarie storiche, in attesa di restauro; si veda anche la discussione sull'ATTS.
12/9/2012 8:53 PM
 
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"Tritatutto" e "tritapersone".
Ma a favorire e accelerare la fine della ferrotranvia fu senz'altro la campagna di stampa orchestrata dai due quotidiani cittadini, in particolare "La Stampa", attuata ingigantendo e strumentalizzando, dal 1947 in poi, gli incidenti accaduti lungo la linea, con investimento di persone e mezzi. La linea era protetta lungo tutto il suo percorso da sieponi, dotata di passaggi a livello di tipo ferroviario, i più trafficati custoditi, anche con cancelletti manovrati dai custodi, gli altri segnalati con la classica croce di Sant'Andrea; mancavano le segnalazioni luminose e acustiche che conosciamo oggi, ma non erano ancora state introdotte, neanche sulla rete FS! Incidenti certo ve ne furono, così come ai passaggi a livello di tutte le ferrovie e tranvie del mondo ancora oggi; ma da qui a bollare la Torino - Rivoli come "tritatutto" e "tritapersone", come fece il giornale...
Guarda caso, il giornale portavoce di Fiat e dei suoi interessi passò sempre sotto silenzio, o ne dette notizia solo con succinti articoli, i tanti incidenti provocati dai treni merci del raccordo Fiat lungo via Onorato Vigliani tra la Mirafiori e lo scalo smistamento del Lingotto, gestito dalla Satti per conto della Fiat, con passaggi a livello tutti incustoditi segnalati solo dalla doppia croce di Sant'Andrea (il raccordo era a doppio binario); ancora nel 1974, l'investimento di un'auto da parte di un treno causò la morte di una donna e il ferimento grave del figlioletto, ne venne data notizia dal giornale facendo ricadere la colpa tutta sulla guidatrice; il raccordo restò in funzione fino all'inizio degli anni 80, quando venne sostituito dal raccordo sotterraneo con lo scalo merci di Orbassano; attualmente l'ex sede binari in parte è sistemata a verde, in parte ora ospita i banchi del mercato di piazza Bengasi, "sfrattati" per i lavori del metrò.
[Edited by Censin49 12/10/2012 5:16 PM]
12/11/2012 8:33 PM
 
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tranviere veterano
Periodo di transizione
La foto seguente, probabilmente di inizio 1956, mostra il filobus, già circolante sulla strada per il servizio passeggeri, e di fianco il deposito di Regina Margherita con i binari e il materiale rotabile in sosta



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12/12/2012 10:50 AM
 
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maestro tranviere
ihhhh, che vedo!
su quell'elettromotrice ci ho viaggiato parecchio, ma non a torino
fu ceduta alla ferrovia cumana di napoli e faceva la spola urbana fra montesanto e bagnoli
12/12/2012 5:38 PM
 
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tranviere veterano
@trammue - lo sapevo, della cessione alla Cumana; dove, per prima cosa, sostituirono le aste coi pantografi, prima di immetterla nella loro rete!
12/13/2012 5:26 PM
 
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I mezzi più moderni
@trammue - le quattro "littorine" finite alla Cumana erano i mezzi più moderni in servizio sulla ferrotranvia; costruite nel 1937, avevano la cassa costruita dalla Fiat- Materferro sulla linea delle automotrici termiche ALn56 FS, le classiche "littorine", da cui il nome: si trattava quindi di mezzi tipicamente ferroviari. La parte elettrica era invece opera delle Officine di Savigliano (le SNOS di corso Mortara, ora trasformate in...centro commerciale, di cui portano ancora il nome). Per la verità, due sole elettromotrici erano costruite ex novo, con potenza di 265 kW ciascuna; le altre due erano ricostruzioni, con identica cassa, di due motrici "storiche" del 1914, di cui conservavano l'equipaggiamento elettrico coi motori, ribobinati; la potenza era quindi inferiore, 230 kW.
La messa in servizio delle "littorine" doveva essere il primo passo per il rinnovamento del parco rotabili della linea; le vicende politiche ed economiche di quegli anni, culminate con la seconda guerra mondiale, bloccarono però ogni progetto al riguardo; nel dopoguerra, come già accennato, arrivò la fine della linea; un progetto di riordino delle tranvie intercomunali, elaborato congiuntamente da Comune e Provincia di Torino nel 1949, prevedeva per la TO - Rivoli un potenziamento con raddoppio totale della linea, e, in prospettiva, l'interramento nel tratto urbano da piazza Statuto a piazza Massaua; finirono però per prevalere le "lobby automobilistiche" e il "partito trasversale della gomma", e la linea finì come si è detto.
La cessione alla Cumana fu probabilmente una "svendita", con cui il consorzio CTREA intendeva "fare cassa" in vista dell'acquisto dei filobus e degli autobus integrativi per il servizio su strada, anche per compensare la perdita del redditizio servizio merci di raccordo per le industrie. Il bilancio del consorzio fu comunque positivo per gli anni 50 e 60; erano gli anni del boom economico, le industrie della zona (ricordiamo solo la Bertone, la Fiat - Comau, la Castor, la Pianelli & Traversa, per citare le più importanti, più una miriade di altre minori) erano in pieno sviluppo; avendoci viaggiato come passeggero, posso testimoniare l'affollamento costante dei filobus, in quegli anni. Negli anni 70, arrivò però la "doccia fredda" della crisi petrolifera, con la chiusura e ridimesionamento severo di tutte le industrie; anche i passeggeri diminuirono drasticamente, il deficit del Consorzio aumentò; nel 1979, i Comuni aderenti al consorzio CTREA ne decretarono lo scioglimento, con passaggio di mezzi e personale all'Atm (che si affrettò a sostituire i filobus con autobus).
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